Storia e origine

La bacca di Goji (pronuncia: “gogi”) è il frutto di un arbusto originario della regione asiatica, le cui proprietà benefiche sono note in Cina, Tibet e Mongolia da oltre 4800 anni. Oggi la maggiore produzione di queste bacche rosse si concentra nella regione nord-orientale della Cina centrale, nella provincia autonoma di Ningsia, dove ogni anno si celebra una festa di ringraziamento in loro onore, che dura diversi giorni tra musiche e danze. Gli abitanti della Ningsia credono nelle proprietà prodigiose del “frutto della felicità” e in effetti i centenari che vivono in questa regione sono circa 16 volte più numerosi che nel resto della Cina.

Da noi il piccolo frutto rosso delle meraviglie, appartenente alla famiglia delle solanacee, è conosciuto anche con il nome latino “Lycium barbarum”, mentre nelle aree anglofone la bacca di Goji può essere chiamata “wolfberry” o “happy berry”, espressione che la dice lunga. In Europa il Goji è stato introdotto nel XVIII secolo, ma le sue virtù salutari sono rimaste a lungo sconosciute. Oggi la “bacca felice” si sta finalmente diffondendo sempre più anche da noi ed è una fortuna perché il portentoso frutto rosso non promette niente di meno che una vita lunga, vigorosa e felice.

Sostanze nutritive

La bacca di Goji può essere definita un concentrato di molteplici sostanze nutrienti nella sua forma più naturale. Oltre ad un elevato contenuto di vitamina C e ad un considerevole apporto di vitamine del gruppo B (B1, B2 e B3), sono presenti notevoli quantità di altre vitamine, microelementi e minerali. Nella bacca della felicità si contano complessivamente 19 amminoacidi (i costituenti delle proteine) e ben 21 microelementi, tra cui ferro, calcio e zinco. Di fondamentale importanza per gli effetti benefici della bacca di Goji sono anche i polisaccaridi specifici e i carotenoidi (coloranti naturali).

Benefici per la salute

Da sempre il “frutto della felicità” è parte integrante della medicina e dell’arte curativa tradizionale cinese, nell’ambito delle quali è quasi oggetto di venerazione come una vera e propria fonte di eterna giovinezza. Buona e facilmente digeribile, in Cina la bacca viene usata per lenire e curare innumerevoli malattie e la fiducia nella sua efficacia è incrollabile da millenni. Oggi la scienza moderna guarda con occhio critico ma con grande attenzione alle reali proprietà della bacca di Goji, tanto che finora sono quasi 3000 gli studi già pubblicati sugli effetti e sulle possibilità di impiego del portentoso frutto rosso.

In sintesi il risultato di questi studi è che il Goji è la pianta più ricca di nutrienti esistente al mondo e costituisce quindi uno dei migliori alimenti presenti sul nostro pianeta. Inoltre, è stato scientificamente provato che è uno dei frutti con la maggior concentrazione di vitamine e antiossidanti.

Grazie al contenuto incredibilmente elevato di antiossidanti, la bacca di Goji non solo assicura un vero e proprio effetto antinvecchiamento, ma esercita anche un’efficace azione depurativa sul fegato e quindi sull’intero organismo.

I carotenoidi presenti in gran quantità nel frutto, tra cui la zeaxantina, sono particolarmente importanti per gli occhi, poiché possono prevenire la temuta degenerazione maculare (una patologia oculare molto diffusa tra gli ultra sessantenni).

Nel corpo umano una cellula su cinque ha funzioni di difesa immunitaria e la bacca di Goji è in grado di migliorarne l’efficienza: è dimostrato infatti che i polisaccaridi in essa contenuti rafforzano il sistema immunitario contro l’aggressione di microrganismi patogeni, cellule mutanti e sostanze tossiche. I polisaccaridi sono glucidi complessi in grado di attivare i linfociti T già presenti nell’organismo. Poiché queste cellule immunitarie specifiche sono specializzate nel contrastare le cellule cancerogene e i virus, la bacca di Goji trova sempre più applicazione nei relativi trattamenti terapeutici.

Per la sua azione antinfiammatoria, può essere utilizzata per i reumatismi, l’asma, le allergie e i dolori cronici; perfino nel caso delle malattie autoimmuni è sempre più largamente accettato l’impiego del piccolo frutto rosso, sia per il trattamento sintomatico sia come cura. Recentemente, infine, nella bacca di Goji hanno iniziato a riporre grandi speranze anche per il trattamento dell’artrite.

I 3000 studi già citati, i numerosi esperimenti e test clinici condotti, dimostrano come il frutto più ricco al mondo di sostanze nutritive possieda un patrimonio inestimabile di virtù positive per il benessere psicofisico, mentre non è noto alcun effetto negativo.

Difficile da dimostrare scientificamente, e tuttavia non meno importante, è che molti attribuiscono alla bacca di Goji un’azione rilassante: sarebbe infatti in grado di renderci più calmi e sereni. Il consumo prolungato favorirebbe inoltre una minore propensione all’insorgere dello stress e si dice infine che abbia addirittura un effetto afrodisiaco, per la gioia sia dei maschietti sia delle femminucce. E forse l’espressione inglese “happy berry” deriva proprio da questo...

Consumo e impiego

Le bacche di Goji offrono possibilità di nutrirsi bene e in modo sano mangiando con gusto. Il frutto con il maggior contenuto al mondo di vitamine e nutrienti ha un sapore dolce ed esotico e allo stesso tempo leggermente aspro. Di colore variabile tra il rosso e il rosso bruno, le bacche si possono trovare fresche o essiccate; in quest’ultimo caso hanno un aspetto simile a un chicco di uva passa piuttosto grosso.

Le bacche di Goji sono ottime consumate a crudo, mentre essiccate sono eccellenti da aggiungere al muesli con yogurt o latte, nelle insalate oppure ancora nel gelato e nei dolci. Con i piccoli frutti rossi si possono realizzare facilmente dei deliziosi frullati. Cuocendo le bacche fresche, si ottiene uno squisito contorno per accompagnare piatti di carne e pesce, ma le si può utilizzare anche per preparare minestre e zuppe.

La bacca delle meraviglie può essere trasformata in eccellenti marmellate e confetture: le nostre composte di frutta e Goji sono una vera prelibatezza e per il momento ancora un piccolo segreto.

Dalle bacche di Goji si può infine ricavare un estratto da utilizzare a sua volta per la preparazione di gradevoli bevande ricche di vitamine, come tè, succhi di frutta e perfino spumante.

Per chi deve seguire una dieta dimagrante, le bacche di Goji costituiscono un aiuto prezioso sia come integratore alimentare, sia per contrastare il senso di fame; sono inoltre efficaci per ridurre la pressione sanguigna troppo alta.

La quantità consigliata dagli esperti per il consumo quotidiano corrisponde circa a una manciata, indicata anche per i bambini e le donne in gravidanza.

La Cina resta il principale produttore ed esportatore al mondo delle bacche di Goji, ma è anche il paese che produce e utilizza più pesticidi a livello mondiale. I controlli effettuati nel 2011 sugli alimenti di origine cinese hanno evidenziato un contenuto di sostanze nocive e residui di pesticidi a livelli talmente alti da portare al divieto di importazione negli Stati Uniti e in Europa di numerosi prodotti provenienti dalla Cina. I coltivatori cinesi restano dunque tagliati fuori dai mercati internazionali, in particolare per quanto riguarda le bacche di Goji.

La buona notizia è che in Alto Adige nessuno dovrà più rinunciare ai preziosi e prodigiosi frutti rossi, perché la pianta del Goji cresce benissimo anche da noi, dove trova condizioni climatiche ideali. La neve e il freddo non hanno alcuna ripercussione sullo sviluppo del Goji, che resiste perfettamente alle condizioni invernali ed è capace di sopportare temperature fino a meno 30°C. Per quanto riguarda il terreno, la pianta non è per nulla esigente. Una volta che ha attecchito, richiede poca acqua, mentre predilige le posizioni soleggiate.

Noto per il Gewürztraminer, le mele, lo speck e i cipressi, l’Alto Adige ha in realtà molto più da offrire. Su una superficie complessiva di circa 7.400 kmq, la regione conta oltre 242.000 ettari di terreni agricoli coltivati da più di 20.000 aziende. Le superfici agricole sono equamente distribuite in tutto l’Alto Adige e le coltivazioni costituiscono un elemento distintivo del paesaggio dalle valli alle montagne fino al limite delle foreste. E dove non cresce più la vegetazione arborea, sono i ricchi pascoli alpini a completare il quadro della flora e della fauna altoatesine.

Le bacche di Goji dell’Alto Adige

Coltivazione

Le bacche di Goji arrivano tutte da Schornhof?

Certo che sì! Per i nostri prodotti utilizziamo esclusivamente le bacche di Goji coltivate a Schornhof. Solo se è presente la dicitura “Goji aus Südtirol” (Goji dell’Alto Adige), significa che sono contenute anche bacche di altra provenienza altoatesina.

Schornhof è un’azienda biologica?

Per noi l’agricoltura biologica è una priorità e ormai da molto tempo ci muoviamo in questa direzione. Già ora seguiamo rigorosamente le normative vigenti in materia e nel giro di un paio d’anni diventeremo un’azienda biologica certificata.

Il nostro codice aziendale è BZ-01124-A

Come avviene il raccolto delle bacche di Goji?

Le nostre bacche di Goji sono raccolte esclusivamente a mano, con l’impiego di lavoratori stagionali. Solo con la delicatezza del lavoro manuale possiamo garantire sempre la massima qualità. I lavoratori sono istruiti prima dell’inizio del raccolto in modo da essere questo frutto prezioso.

Quali controlli vengono eseguiti?

Il nostro obiettivo è produrre e offrire solo la qualità migliore, perciò non ci accontentiamo delle numerose direttive e degli accurati controlli dell’ente di certificazione ufficiale ABCERT. Eseguiamo quindi con regolarità anche altri controlli per nostro conto, incaricando laboratori indipendenti, come il Centro di Sperimentazione Laimburg, di sottoporre le nostre piante ad approfondite analisi delle foglie e dei residui. Ci avvaliamo inoltre della supervisione e della consulenza di un’altra azienda esterna, che garantisce una posizione all’avanguardia in materia di HACCP (Analisi del Pericolo e Punto Critico di Controllo) permettendoci di migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.